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"IL GIARDINO DEI FIORI SEMPLICI"
Ogni giorno Alice guarda il giardino attraverso la finestra della sua camera.
Vi si affaccia entusiasta e curiosa, intenta a non perdere nessun particolare,
poiché in quel luogo accadono fatti incredibili. Apre allegramente la finestra,
spalanca le persiane e sorride.
Vede lo spavaldo gladiolo che dall'alto della sua conoscenza racconta all'ingenua
margherita come è fatto il mondo. Osserva divertita la vanitosa orchidea che in
disparte finge di non apprezzare le attenzioni del dente di leone. Sente i lilium
cantare e ride per il geranio che si altera quando le gerberere ironizzano sul
suo poco profumo. Cerca di non farsi vedere mentre osserva incuriosita e felice
il fiordaliso e la dalia che si tengono per la foglia. Ascolta incantata il giovane
tulipano recitare poesie ad un pubblico di vecchie ortensie. Si fa ancora più attenta
per cogliere i bisbigli del giacinto e del giglio che conversano piano per non
disturbare la camomilla mentre riposa. Sa che anche le petunie, nonostante facciano
finta di niente, stanno ascoltando. Ride divertita quando le rose si chiedono perché
devono stare vicino ai papaveri ed i papaveri pensano che non capiranno mai la
differenza tra le viole e le begonie.
Un giorno però il cielo diventa cupo ed i fiori smettono di parlare. Inizia a piovere
ed Alice sa che non smetterà per molto tempo. Non sarà divertente come quella volta
che la ninfea voleva far credere alla peonia che se fosse piovuto molto anche lei
avrebbe imparato a nuotare. I giorni sono sempre più freddi e per Alice è difficile
affacciarsi alla finestra.
Il gladiolo non ha più molta voglia di raccontare ciò che vede, così inventa fantasiose
storie per far sorridere la margherita. L' orchidea si è finalmente decisa ad accettare
l' amicizia del dente di leone, che le ricorda quanto sia ancora bella nonostante il
suo colore si sia spento. I lilium non cantano più ed il geranio ha fatto pace con le
gerbere. Il fiordaliso e la dalia si tengono ancora per la foglia, ma un po' più stretti.
Il tulipano è diventato più maturo e le ortensie ancora un po' più vecchie. Il giacinto
ed il giglio dormono, appoggiati uno all'altro, mentre la camomilla lo sta facendo già
da un po'. Le petunie non hanno nulla da ascoltare di nascosto. Alle rose non dispiace
più essere vicino ai papaveri, che forse hanno finalmente capito la differenza tra le
viole e le begonie. E' arrivato l' autunno ed Alice chiude la finestra.
Un giorno poi, che pare faccia ancora più freddo degli altri, decide però di guardare
ancora cosa accade in quel luogo da cui è rimasta lontana per molto tempo.
Apre lentamente la finestra e le persiane, insicura su ciò che potrebbe vedere, e poi,
altrettanto lentamente si affaccia. Il giardino è diventato una coperta di neve ed il
cielo grigio fa cadere soffici fiocchi dove una volta crescevano i fiori. Non sente
più nessun rumore. Respira il freddo ed immobile osserva l' irreale calma che la neve
ha creato. Gli occhi sono fissi sul giardino ma non guardano nulla, perdendosi tra il
bianco. Non prova tristezza, forse rassegnazione. Sa che è così che deve essere.
La sua apparente calma si fonde nella quiete dell' aria. Ferma si chiede solo quanto
durerà quello stato in cui il tempo tutto ha messo a tacere. Non è ancora il momento
di restare. Chiude di nuovo la finestra.
Passa ancora molto tempo prima che Alice si affacci di nuovo, ma un altro giorno,
che sembra un po' più caldo degli altri, decide di guardare ancora. Apre emozionata
e senza indugio la finestra. Spalanca in fretta le persiane e si ferma ad osservare.
Il cielo è di un vivace azzurro e grandi nuvole morbide vi passeggiano lente in
un'ordinata fila. Alcune rondini giocano a rincorrerle mentre il sole bonariamente
le incita e sorride spensierato. L' aria è fresca ed Alice inspira. E' serena.
Una leggera brezza agita lunghi fili d' erba, che pigramente si muovono. Ancora
una volta non sente nessun rumore ma il verde brillante che vede è la promessa di
una nuova stagione. Ricorda i racconti del gladiolo, il narcisismo dell' orchidea
e la scontrosità del geranio. Si emoziona ancora per il tenero legame tra il fiordaliso
e la dalia. Ripete i versi recitati dal tulipano e le canzoni dei lilium. Sorride
per tutti i fiori che ha conosciuto e poi cerca con gli occhi nel giardino.
In un angolo, al riparo di una siepe ancora un poco spoglia, sta crescendo una
timida margherita.
I fiori sono semplici, muoiono per poi rinascere più belli.
Alice lo sa, la felicità è semplice come un fiore.
Elisa Trettene
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